parallax background

Arti e Architettura

Il Progetto 22
1 settembre 2004
Guillermo Vazquez Consuegra
1 settembre 2004
 

Arti e Architettura, la grande mostra genovese curata da Germano Celant pare essere veramente la più bella mostra d'architettura che si sia vista nel ventesimo secolo, come ha dichiarato alla stampa Gae Aulenti, curatrice dell'allestimento. Manca a dire if vero - è stato quasi completamente saltato un periodo importante dell'avanguardia architettonica italiana, potremmo sottolineare - ogni tipo di riferimento alla scuola romana degli anni '70 e '80, che tanto ha contribuito, con le sue sperimentazioni soprattutto grafiche, all'evoluzione dell'architettura di fine '900. Solo poche opere di Franco Purini testimoniano quegli anni. Ma in un periodo esplicitamente caratterizzato da una crisi di valori, da un'assenza pressoché totale di prospettive culturali di respiro, di progetti di qualità per le nostre città (italiane), governate senza disegni e strategie riconducibili a un progetto, Genova, nell'anno della sua consacrazione a città della cultura, mette a segno un ulteriore gran colpo. La rassegna espositiva - si tratta di una mostra estremamente complessa, ci vogliono ore per visitarla, ha dichiarato lo stesso Celant - è un "irradiarsi" per la città, un "dilagare" di contaminazioni culturali che, a palazzo Ducale, attraverso le sette piazze, i sette cortili e i 50 cartelloni "pubblicitari" mette democraticamente a disposizione di tutti, 24 ore su 24, opere che vanno dal 1900 al 2000. Si tratta di un evento straordinario, della popolarizzazione della cultura più alta del secolo scorso, della sostituzione, come è stato ricordato, del prodotto artistico al prodotto commerciale. 1060 opere d'arte e di architettura si intromettono prepotentemente nella quotidianità dei genovesi e dei moltissimi visitatori di questo evento eccezionale.


La rassegna è quanto di più completo si possa immaginare rispetto al tema e al titolo dell'evento. Raccoglie e documenta gli sconfinamenti operati dagli artisti nell'ambito dell'architettura e quelli degli architetti che hanno pensato in termini di scultura, progettando edifici con forte valore espressivo e plastico. Ma è anche di più: è la reale "platea dell'umanità" di un intero secolo di storia. Celant, è noto, è maestro nel contaminare i diversi linguaggi, nel mescolarli oltrepassando i confini delle singole forme espressive. Lo ha sempre fatto, a Firenze, nel 1966 (Arte e Moda), alla biennale di Venezia del 1976 (Arte e Ambiente)..., ma con questa mostra l'architettura è diventata spettacolo". Le città usano, da qualche tempo, l'architettura per lanciarsi, per promuovere il turismo, per modificare la propria economia. Dopo Bilbao, quante città hanno cercato di riproporre l'architettura quale veicolo per la costruzione della loro immagine grazie ai noti vantaggi e benefici ricavati dalla città spagnola...? Poche però, forse nessuna, ha usato la culture architettonica - ma anche l'arte (contemporanea) e la cultura più in generale - come Genova in questi ultimi anni e in quest'ultimo in particolare. Arti e Architettura rappresenta un'esperienza eccezionale che è stata in grado di fare emergere quanto di più importante esiste nel nostro paese: "i suoi giacimenti culturali" (la tradizione culturale italiana), che Genova ha saputo utilizzare superando i confini, superando la museificazione del passato; orientandosi invece con grande enfasi verso ff Muro, verso un Muro planetario, con progetti e concorsi per nuove architetture, mostre, seminari, convegni,... di cui Arti e Architettura non rappresenta che l'esito finale, riproponendo il tema della cultura del progetto quale tema fondante del Muro della città, delle città, superando edonistiche introspezioni personali (sia di Genova che dell'architettura) per riaffermare la centralità del progetto nella costruzione del progresso, nella trasformazione dello spazio.

Maurizio Bradaschia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *