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BAAS

Sarkozy, il nuovo Principe e l’Architettura
1 aprile 2008
Il Progetto 32
1 gennaio 2009
 

Cimitero Municipale di León

L'edificio è concepito come una "tomba di tombe". Un locale completamente interrato che elude il suo volume e il suo significato per potersi camuffare negli interstizi di una zona residenziale eccessivamente chiusa. Una lastra d'acqua scorre fungendo da copertura e si trasforma nell'unico prospetto dell'edificio, riflettendo il cielo di León come un'allegoria della morte. Dall'acqua emergono solamente pochi elementi prismatici che, come misteriose dita, cercano la luce per pregare. L'ingresso, la cui funzione è sottolineata da una grande rampa che scende dolcemente verso il terreno, termina con un'immagine del cielo che si apre quanto basta per consentire l'accesso. Una volta attraversata l'entrata il disegno della struttura della hall principale trasmette tutta la pesantezza della lastra di marmo e lo spessore infinito del suo perimetro. Una serie di cortili introduce spazio e luce. Dalle camere ardenti l'unica visione possibile dell'esterno è quella del cielo. L'edificio è stato costruito interamente in cemento, l'unico materiale possibile per realizzare una tomba. La scelta del colore rimanda alla pietra di Boriar, con la quale è costruita tutta la città. All'interno un pannello di legno di iroko si piega su sé stesso per separare l'entrata principale dalle camere ardenti. Tutto l'edificio è caratterizzato dalla presenza di scampoli di colore nero, come il bracciale che esprime il lutto e la tristezza dei visitatori.

 
 

Cimitero di Terrassa

L'edificio è concepito come un prisma elementare bianco che si inserisce pacatamente nel contesto, fuggendo dalla tradizionale immagine opaca di questa tipologia di edifici e aprendosi all'esterno mediante un sottoportico in una sorta di abbraccio. Il sito in cui sorge l'edificio è leggermente inclinato, ma l'edificio si mantiene completamente orizzontale non toccando il suolo così come in una metafora, come se i morti stessero levitando a metà strada tra terra e cielo, fossero sul punto di intraprendere il viaggio. Questo fatto permette di collocare il settore amministrativo sotto il piano principale, separandolo dal resto dell'edificio aperto su un cortile privato dal quale si ha accesso diretto all'esterno mediante una scala esterna. L'edificio è articolato in tre parti principali: le sale d'aspetto, la cappella, e il bar-caffetteria. In questo modo la strada tra le diverse zone si percorre mediante uno spazio comune che funge da camera di decompressione. Tutte le sale d'attesa sono linearmente vicine, addossate ad una sala principale longitudinale aperta su un portico e illuminata dalla luce dei cortili. La cappella, un luogo per la preghiera, è più alta del resto dell'edificio e presenta un'immagine bianca, in contrasto con l'oscurità barocca che tipicamente si trova in questo tipo di edifici e prende ispirazione dall'immagine bruciata con la quale si rappresentava paradiso in alcuni film classici americani. Per accedere alla cappella è necessario attraversare una passerella di legno sospesa su una vasca d'acqua. Al suo interno (paradiso) l'unica visione possibile dell’esterno è quella del cielo. L’illuminazione ricavata da una fila di lampadine a basso voltaggio evoca l'illuminazione abituale nelle chiese dovuta alle candele. Il progetto è stato concepito come una sorta di rifiuto dell'idea di cimitero come residenza dei, per i morti, o meglio, di città dei morti, di punto di arrivo, pensando che tale concetto fosse in contrasto con l'idea culturale, religiosa della "morte come viaggio", come una sorta di partenza verso l'al di là che può stare sia al di fuori che all'interno di questo mondo. Alla formula "qui giace" è stata preferita, sostituita quella del "da qui è partito" o "se n'è andato". Opponendosi al concetto di cimitero come spazio denso, il progetto è orientato verso la costruzione di spazi vuoti e sacri simboleggianti religiosamente una stazione ferroviaria o aeroportuaria.

 
 

Casa MR a Premià

L'incanto del centro storico di Premià è dovuto agli edifici tradizio¬nali, prevalentemente popolari. Si tratta di case che presentano tutte la stessa tipologia: colore bianco per le facciate, verde per i portoni; una composizione tanto facile quanto efficace: due balconi al primo piano, al piano terra una finestra con cancellata e un accesso attra¬verso un portico che permette una visione fugace degli interni quando la finestra è aperta. Nessuna delle nuove costruzioni, realizzate di recente, è riuscita a migliorare tale schema tipologico, poiché la maggior parte ha optato per la trasgressione tanto nella composizione quanto nei materiali, portando a un peggioramento complessivo della qualità urbana. Una lettura attenta e rispettosa del luogo non vuol dire rinunciare a un linguaggio e a un approccio contemporaneo (così come dimo¬strano da molti anni Cordech e Correa-Milà nei magnifici esempi in Cadaqués). La proposta progettuale di Jordi Badia ha voluto occuparsi della posizione privilegiata della stanza dentro il "carni Ral" e del ruolo urbano da questo giocato, proponendo una facciata rispettosa del contesto storico e al tempo stesso coraggiosa nel disegno e nella definizione. Gli spazi interni sono stati impostati secondo una distribuzione non troppo articolata, ma alquanto efficace:
1.Trattandosi di un edificio di piccole dimensioni, lo sforzo è stato quello di enfatizzare i limiti degli ambienti e di collocare strategica¬mente i fori porta garantendo, ad ogni livello, un'ampia visuale verso il mare, nel riconoscimento dei limiti dello spazio, individuati nei setti portanti. Per questa ragione i limiti sono stati enfatizzati attraverso un tratta¬mento specifico — dipingendoli solitamente in bianco — che conferis¬se insieme peso e struttura allo spazio interno, riconducendo l'aspetto dell'edificato alle sue origini rurali, replicando atmosfere tipiche caratteristiche delle fotografie di Català-Roca di certe opere di Coderch, Bonet Castellana etc.... Per motivi analoghi, oltre che per integrare il portico nello spazio interno sono stati realizzati setti che si prolungano all'esterno, così come il pavimento in pietra calcarea.
2. L'edificio si affaccia sulla corte interna, riconoscendo la scomodi¬tà del passaggio della strada. Al piano terreno l'abitazione si apre con generosità verso la corte interna con un ambiente dedicato a funzioni di tipo aggregativo: la cucina e la sala da pranzo. In uno sforzo di contenimento formale, il colore verde dell'attacco a terra esterno invade l'interno allo stesso modo in cui alcuni dettagli di legno chiaro al piano terra richiamano la pavimentazione degli altri livelli.
3. Tutti gli spazi confluiscono in uno solo, sia in orizzontale che in verticale. Il fulcro è costituito dal vano scala che unisce in una le tre piante, convertendosi in elemento protagonista di ognuna di loro.

 
 

Progetto di 14 residenze in calle Mayor, Papiol

Vista la singolarità della forma del terreno e la forte pendenza, il progetto si è conformato su due diverse tipologie principali: case unifamiliari in linea in altezza con accesso diretto dalla calle Mayor e case bifamiliari nel blocco inferiore. Benché si tratti di due blocchi indipendenti, i due accessi alle strade rimangono uniti da un cortile che percorre in altezza tutto l'edificio e consente la ventilazione del vano scala. Questo spazio comune di comunicazione è stato trattato come uno spazio aperto esterno che genera un passaggio attraverso i blocchi e collega le due strade. L'edificio si pone a conclusione del tessuto del centro storico e si apre sul parco vicino in tutta la sua imponenza. Il prospetto su calle Mayor si apre verticalmente sul centro storico. L'edificio si sviluppa planimetricamente su un grigliato ortogonale in cemento armato nel blocco inferiore ed è impostato su un telaio caratterizzato da solai reticolari e pilastri metallici ai piani superio¬ri. Le fondazioni sono impostate su micropali ed impostate a quote diverse per ogni singolo blocco. Cemento faccia a vista e grassello di calce i materiali utilizzati per le finiture. L'attacco a terra su calle Mayor è intonacato e tinteggiato, uno zoc¬colo in cemento a vista assorbe la forte pendenza della strada. Le carpenterie sono in alluminio annotizzato color naturale e i vetri con vetrocamera. Le coperture piane, i tetti del blocco su viale Generalitat sono ubica¬ti al livello della terrazza del blocco su calle Mayor, pavimentata in gres antiscivolo. La copertura del secondo blocco è accessibile uni-camente per la manutenzione ed è finito con un letto di ghiaia. Due tipologie principali contraddistinguono l'intervento: A e B; la A corrisponde alle case unifamiliari in fila, la B sono le case plurifami¬liari. Tipologia A: lavorando in sezione su un'architettura modulare, è stato ricavato, per oggi alloggio, mezzo piano di superficie in più. Lo schema tipologico utilizzato ha consentito di garantire visuali di pregio e una grande ricchezza architettonico/spaziale in sezione in alloggi di ridotta superficie. Al livello inferiore sono ubicati l'ingresso e una cucina-sala da pran¬zo. A quello superiore le camere da letto: due matrimoniali, una singola e due bagni. Una delle due camere si apre sullo spazio interno a doppia altezza. Tipologia B: edifici costituiti da una camera, una cucina integrata alla sala da pranzo e una terrazza con la vista diretta sul parco.

 
 

Can Domenge

Lotto 3
Il lotto si inserisce al centro di un contesto costituito prevalentemen¬te da edifici isolati circondati da spazi aperti e vegetazione. A sud confina con l'ospedale psichiatrico e a nord con la zona sportiva occupata dal Poliesportiu Sant Ferran e dal velodromo. In entrambi i luoghi la vegetazione circonda completamente gli edi¬fici "omogeneizzando" in qualche modo tutto il contesto, simile ad un grande vuoto urbano, in contrasto con il tessuto della periferia di Ensache. Il progetto si è riproposto di unire le macchie verdi esistenti in un grande parco che circondasse e completasse gli spazi costruiti, secondo uno schema di aggregazione dell'edificazione di modeste dimensioni che consentisse allo spazio pubblico di scorrere dentro gli edifici mettendo in "comunicazione" il verde esistente nell'ospe¬dale psichiatrico con lo spazio libero che circonda il velodromo. In questo modo si è potuto ridurre l'impatto visivo degli edifici, rima¬sti celati dalla folta vegetazione.

Schema di aggregazione
È stata proposta un'unità compatta di edificazione di 8 alloggi per piano, dotati di una terrazza che si sviluppa lungo tutto il perimetro, la cui ripetizione schematica ha consentito la creazione di spazi articolati e una grande trasparenza visuale all'interno dei blocchi. Lo schema adottato per realizzare gli edifici residenziali, compatto, è risultato di grande efficacia architettonica realizzando ambienti liberi di generose dimensioni all'interno degli alloggi. Le terrazze perimetrali possono essere chiuse grazie ad un sistema di persiane a "libro" che consente un controllo climatico eccellente, razionalizzando gli sprechi di energia. Un disegno urbano simile alla forma di un scacchiera, dove le casel¬le nere e bianche sono occupate rispettivamente dagli edifici e dagli spazi verdi. L'impostazione planimetrica degli ambienti consente una buona vista generale dell'intorno come attraverso i blocchi, veri protagoni¬sti della proposta progettuale che annulla, grazie all'articolazione, la densità dell'edificato.

Unità di aggregazione
Ciascuna unità si compone di 31-32 edifici, in ragione di uno sche¬ma di 8 per pianta, costituiti da 2 abitazioni ciascuna. L'accesso è ricavato da un portico ubicato sul fronte nord, che introduce ad un vestibolo illuminato da una luce zenitale. Una terrazza perimetrale ospita grandi vetrate, protette dal sole mediante brise soleil in ceramica e persiane pieghevoli costituite da lame orientabili in legno. Il parcheggio è ubicato al piano interrato, direttamente accessibile attraverso un vano scala-ascensore.

Composizione
Gli edifici sono realizzati utilizzando, per le parti esterne, legno natu¬rale, intonaco a civile tinteggiato bianco, ceramica, secondo un'im¬postazione compositiva tipicamente mediterranea. La composizione astratta di pieni, vuoti ed elementi di tamponamen¬to mobili, consente variazioni in ciascuna delle unità residenziali.

Lotto 2
L'edificio costituente il secondo lotto segue gli allineamenti imposta¬ti dagli strumenti urbanistici delineando un blocco edificato secondo schemi a sviluppo verticale costituiti da due edifici ciascuno, adat¬tati alle geometrie del contesto ai bórdi. Il lotto, destinato a residenza, è costituito da 66 edifici da una o due abitazioni. Le zone "giorno" dei singoli alloggi si aprono sulla strada, prospettando su una terrazza perimetrale simile a quella dei blocchi del lotto 3. Il piano terra, sopraelevato di 80 cm dalla quota stradale, per garan¬tire la privacy, è occupato da alloggi dotati di un piccolo giardino privato. L'architettura è caratterizzata dal cemento armato di colore bianco e dalle persiane in lame orientabili di legno verniciato.

 
Francesca Giudice

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