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Golden Pencil 2018

Tragedia italiana
4 Giugno 2020
 

Golden Pencil 2018


Ogni anno la Slovenian Chamber of Architecture and Spatial Planning (ZAPS) conferisce premi di carattere professionale, alla “buona pratica” in architettura ad architetti facenti parte della Chamber stessa, per opere realizzate in diversi ambiti dell’Architettura e dell’Architettura del Paesaggio. 54 le opere pre selezionate per il 2018, valutate da una Giuria composta da Maurizio Bradaschia, Rok Žnidaršič, Gašper Medvešek e Zaš Brezar , con il supporto di Dunja Šutanovac. I progetti pre selezionati sono stati inviati, preventivamente, a tutti i giurati perché ne prendessero conoscenza e potessero procedere con prime analisi preliminari. La Giuria, riunitasi il 2 luglio di prima mattina nella sede della Camera Slovena degli Architetti a Ljubljana, prima di valutare le Opere, si è posta una serie di quesiti, tra cui: - il significato di un premio nazionale a carattere professionale; - quanti Premi conferire e soprattutto quali valori premiare.

Molti i temi sul tavolo e molte le questioni. Quali valori attribuire oggi ad un’opera di Architettura? Alcune questioni sono da subito emerse. È stato infatti deciso, unanimemente, che le opere da premiare dovevano rispondere ad alcuni requisiti minimi: essere certamente buone architetture, essere ben progettate e realizzate. Esprimere in qualche modo lo zeitgeist contemporaneo ed il raumgeist. Essere ad un tempo espressione della “cultura slovena”, fondarsi sulle profonde e colte matrici dell’eccellente scuola dei grandi Maestri, Jože Plečnik, Edo Ravnikar, ecc. ed essere al contempo proiezione ed interpretazione della cultura architettonica contemporanea. Avere intrinseche ragioni di buona pratica. Essere frutto del coinvolgimento della committenza, oltre che dei fruitori. Migliorare l’ambiente, essere possibilmente architetture socialmente utili. Essere “sostenibili”. Avere soprattutto finalità alte. Su tali questioni e valori la Giuria ha lavorato apertamente e collaborativamente, esprimendo pareri e confrontandosi, dapprima negli uffii della Camera degli Architetti, dove “votazioni” e valutazioni aperte hanno dato vita ad una prima selezione, poi, visitando le architetture selezionate, per viverne ARTICLE BY A CURA DI MAURIZIO BRADASCHIA gli spazi, verifiarne gli aspetti costruttivi, osservare la qualità dei dettagli…

Discutere, tra giurati e insieme a committenti e fruitori, per comprendere il grado di soddisfazione degli stessi e verifiarne la partecipazione al processo (progettuale e realizzativo). Due giorni di lavoro intensi e straordinariamente collaborativi. Sorprendentemente, e la cosa non è usuale, i quattro giurati, a seguito delle valutazioni e dei confronti critico dialettici, hanno valutato unanimemente i progetti. Non c’è stata votazione a maggioranza. Le valutazioni emerse e le decisioni sono state prese all’unanimità. Tre le Golden Pencil assegnate, una la Menzione. I Vincitori del Golden Pencil Award sono risultati essere: - Družinska hiša Celovška; Vanja Gregorc Vrhovec, Aleš Vrhovec - poslovna stavba Tem Čatež; Blaž Budja, Rok Jereb, Nina Majoranc, dr. Dušan Stupar - vrtec Pedenjped, enota Pedenjcarstvo v Kašlju; Maja Ivanič, Anja Planišček, Andraž Intihar, Urša Habič La Special mention: - Villa Jenny; MONOCHROME ARHITEKTI, Špela Hudnik, Peter Vezjak

Progetti rappresentativi di temi diversi, caratterizzati da scale diverse e da costi dissimili. Diversi i contesti. Una matrice comune: la qualità. Particolarmente interessante è risultata la realizzazione della fabbrica TEM, produttrice di prodotti per l’impiantistica elettrica. Un ampliamento di un opifiio preesistente, caratterizzato da un’eccellente qualità sia formale che costruttiva. Calibrato nei volumi, l’edifiio si rivolge verso le colline circostanti, verso un santuario prospettante il sito. La nuova fabbrica, un’emergenza architettonica di grande qualità, si pone sulla collina che la ospita come un fortilizio, un castello contemporaneo. Il Signore del Castello è rappresentato dal lavoro e dall’alta qualità dei prodotti qui realizzati.
 
Una qualità che si esprime negli spazi dell’edificio, nei materiali, nelle textures e nei cromatismi che bene inseriscono l’edificio nella collina, in parte “tagliata”, per limitare l’impatto della massa realizzata nel contesto. Chiaro lo schema, chiari i percorsi, esplicite le funzioni dei singoli ambienti. Un edificio simbolo. Simbolo per la comunità, attorno ad essa raccolta, simbolo della qualità d’eccellenza qui prodotta. Un edificio, ancora, voluto da committenti illuminati che hanno creduto nel valore aggiunto che la qualità architettonica può rappresentare nella trasformazione del territorio. Diversa la scala, diversa la destinazione d’uso, analoga la qualità dell’edificio direzionale/residenziale realizzato nell’immediata periferia di Ljubljana (Družinska hiša Celovška). Un piccolo sapiente oggetto architettonico sviluppato interpretando in maniera sofisticata i regolamenti tecnico urbanistici regolanti il lotto. Un edificio su due livelli, stretto e allungato, che grazie ad un attento utilizzo dei materiali e dei cromatismi si inserisce magistralmente nel contesto interpretato. Ultimo, ma non ultimo, il kindergarden in legno impostato su una pianta circolare. Tema complesso e affascinante. Un eccellente patio centrale funge da fulcro ad un edificio realizzato quasi completamente in legno. Interessante al proposito il tema dell’Architettura a km 0, oltre che quello della sostenibilità. Un edificio caratterizzato da grandi trasparenze, da una sorta di rapporto tra corte interna, spazi interni e spazio verde esterno. Un oggetto di recentissima realizzazione filio del più appropriato zeitgeist contemporaneo. La menzione è stata infie attribuita a Villa Jenny, un edifiio che la Giuria non ha potuto visitare, trovandosi lo stesso in Portogallo, ma che ha comunque colpito i quattro critici per l’eccellente inserimento nel contesto. Per l’impianto planimetrico e per il sapiente utilizzo dei materiali. La Giuria ha concluso la maratona architettonica la sera del 3 luglio, a tavola, dove le cinque persone coinvolte nei due giorni di lavoro hanno confermato come l’architettura possa essere veicolo di amicizia, di fratellanza, di inclusione. Un messaggio importante, in un mondo, purtroppo, orientato verso l’esclusione.
 
Maurizio Bradaschia

2 Comments

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