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Mario Cucinella

Penezic & Rogina
1 giugno 2005
Bartolomeo Migliore
1 giugno 2005
 

Hines, trasformazione urbana in via Bergognone a Milano

 

La ristrutturazione del complesso immobiliare di via Bergognone a Milano - ubicato nei pressi di Porta Genova - nasce come risposta a un concorso internazionale promosso dalla società immobiliare Hines e si inserisce in una zona (tra i Navigli milanesi, la circonvallazione e la periferia) ad alta concentrazione di edifici industriali oggi in via di dismissione. Il progetto prevede l'integrale ristrutturazione del complesso delle ex Poste italiane costituito da quattro edifici costruiti negli anni 1960-1970 e che racchiudono una corte interna, per una superficie totale di circa 25.000 mq. Interpretando i blocchi come unico blocco urbano, l'intervento di tipo conservativo prevede principalmente il mantenimento dei volumi esistenti, la rifunzionalizzazione e l'aggiornamento del design d'insieme, grazie all'inserimento di nuove finestre, all'apertura di spazi a doppia altezza e la nuova corte-giardino. Oggetto di intervento più consistente è stato l'edificio a nove piani che affaccia su via Bergognone (a ovest) al quale il nuovo involucro trasparente restituisce un'immagine contemporanea e unitaria. La nuova facciata è realizzata con un sistema ad ampie campiture in vetro fatte corrispondere con la struttura modulare del blocco, e sul lato sud-ovest, maggiormente esposto, si caratterizza per l'aggiunta di una "seconda pelle" (con uno sbalzo di 60 cm). Realizzata con vetri selettivi tale ulteriore protezione funziona come una persiana, un filtro passivo dal sole; i vetri selettivi infatti riducono l'impatto dell'irraggiamento solare e quindi limitano il ricorso a sistemi di condizionamento interno. Una scelta architettonica e materica che si integra con l'insieme delle opzioni per l'impiantistica meccanica volte al più efficiente sfruttamento energetico e alla contestuale riduzione dei consumi. L'utilizzo della tecnologia di travi fredde a soffitto (in parte integrate nel sistema di illuminazione e in parte nel controsoffitto forato) connesse all'impianto di ventilazione, assicura il comfort climatico localizzato degli ambienti e il loro raffrescamento. Il nuovo accesso principale all'edificio su via Bergognone è stato creato demolendo parte dell'edificio su via Tortona, con un intervento che contribuisce a creare nuovi scenari urbani e prospettive visive che conducono immediatamente al giardino interno. Questa corte, protetta dai blocchi dei volumi e parzialmente coperta, è realizzata in pietra e strutturata su diversi livelli che creano una sovrapposizione di giardini: uno spazio unitario su cui affacciano le hall dei singoli edifici.

 

La copertura, che utilizza il principio strutturale della catenaria, è immaginata come un foglio composto da scaglie di vetro trasparente sulle quali l'acqua può scorrere. La valutazione energetica del complesso Hines è avvenuta in due tempi: in prima analisi, quindi ancora in fase di concept, sono state fatte simulazioni tridimensionali con il software Ecotect (sviluppato dal prof. Andrew Marsh e distribuito dall'Università di Cardiff - UK) concentrate in particolare sull'orientamento e l'esposizione solare delle facciate. La necessità di capire quali fossero (e in che misura) le facciate maggiormente esposte all'irraggiamento estivo, nonché quale fosse il necessario ombreggiamento da provvedere alla corte interna, ha guidato l'analisi solare. Successivamente, in fase esecutiva, è stata fatta una valutazione energetico-economica per la determinazione dei consumi sia invernali sia estivi, in modo particolare per quantificare il risparmio energetico grazie all'introduzione di soluzioni avanzate sia impiantistiche sia tecnologiche. Il dato rilevante di questa analisi è il valore globale di consumo a mq che per l'edificio A (l'edificio su via Bergognone) è di 145 kW/mq. Questo dato è significativo della strategia di progettazione dell'edificio. L'utilizzo di facciate a taglio termico con vetri selettivi integrati alla doppia pelle permette di raggiungere un valore K di 1,4 mentre per una facciata standard senza selettività e doppia pelle questo valore sarebbe pari a 2,5 K. In questo edificio ogni scelta contribuisce alla riduzione del consumo energetico: doppia pelle, selettività delle vetrate, isolamento, impianto a travi fredde, associando a questa filosofia un'immagine di architettura contemporanea. Un edificio di uguali dimensioni con utilizzo di materiali standard arriverebbe a un consumo energetico pari a 280 kW/mq. Da un punto di vista filosofico sulle strategie ambientali è sembrato imprescindibile un approccio all'architettura con queste premesse. La consapevolezza di abitare un'architettura contemporanea che sposa gli obiettivi della riduzione dei consumi energetici, come indicato dalle direttive della Comunità Europea, sembra irrinunciabile. Il complesso ha ricevuto un finanziamento dalla Regione Lombardia per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Questo finanziamento fa parte del programma per la realizzazione di "10.000 tetti fotovoltaici".

 
Susanna Lampronti

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