parallax background

MMM Corones

Il Progetto 41
1 ottobre 2015
Scavi nel futuro
1 ottobre 2015
 

Il tema dell’architettura alpina ha costituito, negli ultimi decenni, una palestra di notevole interesse per molti dei maggiori autori moderni e contemporanei. Più di 200 opere sono state realizzate da grandi interpreti dell'architettura contemporanea: da Edoardo Gellner e Carlo Scarpa a Peter Zumthor, Gion A. Caminada, Bearth & Deplazes, Valerio Olgiati, Hermann Kaufmann, Jürg Conzett, Cino Zucchi, Gabetti & Isola, oltre che da tanti progettisti locali di grande capacità. Si tratta soprattutto di piccoli progetti, realizzati sulle Alpi italiane, francesi, svizzere, austriache e slovene, che costituiscono un patrimonio culturale di estremo interesse per la produzione architettonica montana in rapporto alla storia dell'architettura alpina dell'Ottocento e del Novecento. Tra questi, recentissimo, il sesto ed ultimo e straordinario Messner Mountain Museum in vetta al Plan de Corones, progettato da Zaha Hadid.

 

370 elementi in calcestruzzo prefabbricato costituiscono il tetraedro in calcestruzzo a vista semi celato dalla natura che si esplicita attraverso forme chiare e semplici, secondo le indicazioni e i suggerimenti di Messner, a raccontare le montagne altoatesine. Il museo è dedicato al tema “roccia” (e da questa sembra nascere) e alla vita degli alpinisti, illustrati attraverso oggetti delle collezioni di Reinhold Messner e spazialità interne che offrono, tra le altre cose, una parete di roccia. Il Museo ha uno sviluppo prevalentemente ipogeo, articolato su diversi livelli per una superficie complessiva di i 1000 metri quadrati. Di questi solo una minima parte è fuori terra, a picco sul vuoto sottostante, per ridurre, correttamente e congruentemente con il tema, l’impatto in un luogo di estremo valore paesaggistico.

“...il tetraedro in calcestruzzo a vista semi celato dalla natura si esplicita attraverso forme chiare e semplici, secondo le indicazioni e i suggerimenti di Messner, a raccontare le montagne altoatesine.”

 

La struttura ipogea, realizzata “ricoprendo” di elementi naturali (terra e roccia di scavo del contesto), gode peraltro di una temperatura interna costante durante tutto l’anno, e garantisce un’ottimizzazione anche in termini di efficienza energetica. Il livello superiore del museo ospita l’area d’ingresso con le casse, un piccolo “Museum-shop” e il guardaroba. Da qui, un sistema di scalinate conduce i visitatori ai sottostanti tre livelli espositivi, fino a raggiungere il livello più basso. Una superficie espositiva centrale, qui collocata, rappresenta il “cuore” effettivo del Museo. Tre grandi finestre panoramiche e una terrazza esterna di circa 40 metri quadrati di superficie, consentono una vista aperta di 240° dalle Alpi dello Zillertal all’Ortles, fino alle Dolomiti. Un piccolo prezioso oggetto architettonico, capace come pochi di enfatizzare la bellezza dei luoghi, e di sottolineare, con la sua presenza, il contesto ospitante.

 
Maurizio Bradaschia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *