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Sarkozy, il nuovo Principe e l’Architettura

Il Progetto 31
1 aprile 2008
BAAS
1 aprile 2008
 

Jean Nouvel, Rem Koolhaas, Norman Foster, Richard Rogers, Jacques Herzog, Zaha Hadid, Christian de Portzamparc, Thorn Mayne, Massimiliano Fuksas: questi gli ospiti d'eccezione a una colazione di lavoro tenutasi a meta settem¬bre all'Eliseo, ospite il neo presidente francese Nicolas Sarkozy, per discutere sul futuro di Parigi. Un evento. Importante per l'architettura, per gli architetti e per la società. Un esempio da imitare e divulgare, affinché anche i nostri governanti possano capire e, auspicabilmente, seguire. In Francia, il presidente Sarkozy insegna all'Europa e ai nostri politici innanzitutto, quanto importante sia il ruolo dell'architettura nella costruzione/trasformazione del mondo, invitando dieci fra i maggiori esponenti internazionali dell'architettura. "Scuola e Architettura" i nodi chiave su cui impostare una politica corretta, nella visione del presidente francese. A dimostrazione della sua fiducia in questa simbiosi, lunedi 17 settembre it presidente ha inaugurato una grande mostra di progetti di architettura contemporanea presso la Cite de l'architecture e du patrimoine all'interno del Palais de Chatillot.

 

Con grande lungimiranza e consapevole che "una produzione di cattiva architettura costituisce uno degli indicatori di una societa che funziona male" il neo eletto Sarkozy ha incaricato il Ministro della Cultura francese Christine Albanel di individuare dieci aree "difficili" dell'hinterland parigino, su cui impostare altrettanti progetti per immettere elementi di positivity nelle aree degradate dell'Ile de France e risolvere problemi insieme "urbani" e "sociali". Sulla futura realizzazione di questi progetti non vi sono dubbi: la Francia ci ha insegnato, a partire dagli anni '70 con la "Legge per l'Architettura" prima e con i "Grands Travaux" mitterandiani poi, per citare i momenti più rilevanti, quanto importante possa essere il ruolo dell'Architettura per lo sviluppo della Society, quale il ritorno economico e d'immagine. In un’Italietta architettonica ancora incapace di realizzare i pochi concorsi di idee effettuati, un'impreparata classe politica rifiuta il confronto di idee e i progetti di qualità, preferendo politiche edilizie mirate at risparmio e progetti redatti da improbabili uffici tecnici favorendo il nefasto compenso dell'un per cento. In questo scenario, l'invito di Sarkozy riapre uno spiraglio di speranza per il futuro dell'urbanistica e dell'architettura.

Maurizio Bradaschia

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